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I monologhi dialettali di Gianfranco Miro Gori

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In occasione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali

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Giovedì 17 gennaio 2019, ore 21

biblioteca comunale Antonio Baldini
Santarcangelo di Romagna

La s-ciuptèda

monologhi nel dialetto di San Mauro Pascoli

di

Gianfranco Miro Gori

Una lettura con musica

Il 10 agosto del 1867 Ruggero Pascoli viene ucciso in un’imboscata. Il delitto, che risuona nell’immortale poesia di suo figlio Giovanni (basti citare La cavalla storna e X agosto), resta impunito. Negli anni che seguono, vengono pubblicate molte ricerche e avanzate diverse ipotesi sulla sua genesi e modi. L’ultima indagine storica in ordine di tempo, Il complotto di Rosita Boschetti, risale a pochi anni or sono.

Alla vicenda si riferiscono i monologhi della S-ciuptèda di Gianfranco Miro Gori, che sono in parte frutto d’invenzione e in parte si basano su documenti scritti e racconti orali. In particolare i monologhi dei presunti assassino e mandante – come s’è detto mai identificati dagli inquirenti – si fondano in larga parte sulla tradizione orale tramandata fino a oggi a San Mauro Pascoli, che non ha riscontro nei documenti.

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Cinque sono i monologhi ai quali corrispondo altrettanti “contrappunti”.  A essi daranno voce, il 17 gennaio 2019 alle nella Biblioteca Baldini di Santarcangelo di Romagna, i seguenti interpreti:

Gianni Parmiani: E’ mórt ’mazè (Il morto ammazzato), E’ garzòun (Il garzone; nella realtà Ruggero Pascoli, in genere, si faceva accompagnare da un suo dipendente che aveva un ruolo certo superiore a quello di garzone).

Lorenzo Scarponi: L’asasòin (L’assassino), L’asasòin dl’asasòin (L’assassino dell’assassino).

Liana Mussoni: La vèdva (La vedova), Al surèli (Le sorelle).

Annalisa Teodorani: I urfan: la Ghita e Giacòun (Gli orfani: la Margherita e Giacomo; che erano i maggiori), I fradél (I fratelli).

Gianfranco Miro Gori: E’ mandènt (Il mandante), I samauróis (I sammauresi).

La lettura sarà accompagnata dalla fisarmonica di Mirko Catozzi e introdotta da Rosita Boschetti.

Evento in collaborazione con Associazione culturale Interno4 e Proloco Santarcangelo

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Gianfranco “Miro” Gori Detto Miro in ricordo dello zio partigiano della 29ª brigata Gap “Gastone Sozzi”, è nato a San Mauro Pascoli. Ha ideato e diretto la Cineteca del comune di Rimini e organizzato festival (Riminicinema e Anteprima per il cinema indipendente) e manifestazioni culturali in patria e all’estero (tra le altre Rimini et le cinéma nel Centre Pompidou). Ha pubblicato molti saggi di argomento cinematografico dedicandosi soprattutto, tra i primi in Italia, allo studio dei rapporti tra cinema e storia. Si è occupato del regista Federico Fellini (tra le sue ultime opere Le radici di Fellini romagnolo del mondo, Il Ponte Vecchio, 2016), dello sceneggiatore e poeta Tonino Guerra, del musicista Secondo Casadei, del poeta, suo concittadino, Giovanni Pascoli. Tra le sue opere un romanzo in una “neolingua” che mescola italiano e dialetto (Senza Movente. Mobydick, Faenza 2000) e cinque raccolte di versi in dialetto (Strafócc, Chiamami Città, Rimini 1995; Gnént, Pazzini, Verucchio 1998; Cantèdi, Mobydick, Faenza, 2008; E’ cino, la gran bòta, la s-ciuptèda, Fara, Rimini 2014; La s-ciuptèda, Interno4, Rimini 2018). E’ stato sindaco di San Mauro Pascoli.