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Incontro con Fabio Orrico

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Alla Baldini…ascoltare, conoscere, curiosare

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Giovedì 30 maggio 2019 – ore 21

Fabio Orrico

presenta il suo volume

20 pezzi facili (più uno)

(Fara Editore, 2019)

 

Dialogherà con l’autore

Germano Tarricone

(scrittore e sceneggiatore)

 

 

“20 pezzi facili (più uno)” raccoglie alcune recensioni scritte per il blog zonadidisagio.wordpress.com. Il libro si è classificato al primo posto al concorso Narrapoetando indetto da Fara editore nel 2019.

Dalla quarta di copertina

Confessa l’autore: “… (in realtà ogni volta che rivedo un film che amo) è come se rivedessi sullo schermo anche la mia autobiografia. è un po’ come se le mie rughe andassero a segnare la pellicola e il film si caricasse di senso e urgenza nuove.”

 

Dicono di lui: “La scrittura è godibile e attraente anche per i non esperti.” (Angelo Leva)

“L’ottima descrizione, anche di particolari che potrebbero sembrare insignificanti, conduce il lettore alla sua visione della pellicola. L’insieme è piacevole e stimolante” (Franca Oberti)

“I collegamenti che crea danno un senso di organicità all’opera e restituiscono l’impressione di compiere un viaggio a più tappe, ognuna delle quali non sarebbe stata raggiunta se non tramite il passaggio da quella precedente” (Angela Colapinto)

“recensioni minuziose, quasi poetiche nel linguaggio attento a forme, colori e suggestioni…” (Giovanna Passigato)

“…snocciola con nonchalance come se davvero si trattasse di “pezzi facili” ma lo fa con vera passione e senza arroganza, quintali di informazioni e impressioni che possono fungere per noi da bussola per orientarci nel panorama cinematografico dei nostri tempi.” (Corrado Giamboni)

“C’è un bivio intellettuale che attanaglia le mani e la mente di ogni critico. Da una parte la tentazione di una strada semplice e indolore (…). Dall’altra la concreta possibilità di abbandonare uno schema prestabilito a vantaggio di una narrazione di flusso, in cui lo status di chi scrive e di chi legge si fonde per diventare condivisione. Fabio Orrico ha scelto, per la sua critica, questa seconda strada.” (Stefano Martello)