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Incontro con Manuela Dallonda

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Alla Baldini…ascoltare, conoscere, curiosare

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Sabato 9 febbraio – ore 17 – biblioteca Baldini

Manuela Dallonda

presenta il suo volume

Aleia: il viaggio

(Limina mentis, 2018)

Presenta l’incontro il poeta e professore

Bruno Bartoletti

L’incontro con l’autrice sarà arricchito da proiezioni di immagini sul tema;

letture, interpretazioni e canti dell’attrice teatrale

Liana Mussoni

Ingresso libero

 

Manuela Dallonda nasce a Trivero (BI) 60 anni fa ma “emigra” con la famiglia a Rimini da molto piccola: forse per questo motivo non sente le radici in un territorio ma le sente in relazione alle persone che ama, ovvero: la sua casa è dove vivono le persone a cui vuole bene.

Diventa madre giovanissima e inizia la sua attività lavorativa sempre molto giovane in un settore poco convenzionale per una donna: ha rivestito la qualifica di “cantoniere” stradale (prima donna in Italia) per oltre cinque anni prima di transitare in ruoli amministrativi dove ha trascorso interamente il resto della sua vita lavorativa.

Da sempre appassionata di lettura e scrittura la sua curiosità spazia in molti campi ma sono soprattutto la filosofia, la storia ma anche la fantascienza ad appassionarla. Negli ultimi anni ha iniziato a pubblicare quasi per caso, dando voce ad una prima ricerca a tutto tondo sul ruolo delle donne nei periodi delle guerre mondiali dal titolo “La donna nelle due guerre mondiali – Una storia nascosta” , un volumetto edito da “ Il ponte Vecchio” di Cesena, dove le protagoniste sono donne che hanno svolto ruoli spesso poco convenzionali e semisconosciuti, almeno ai più.

Negli anni ’80 e ’90 ha collaborato alla realizzazione di documentari e video sugli avvenimenti e la storia di questo territorio trasmessi da emittenti locali.

Ama molto gli animali e la natura e per questo motivo collabora con una Onlus e gruppi di volontari allo scopo di trovare adozioni per animali abbandonati.

I viaggi sono un’altra passione: oltre al fattore estetico, ovvero la contemplazione della natura, ama conoscere usi e tradizioni diverse nella convinzione che la conoscenza degli altri sia la difesa migliore contro il pregiudizio e la chiusura mentale.

Si definisce una donna che come tante non ha mai abbastanza tempo per fare tutto ciò che vorrebbe ma che ogni giorno ringrazia per avere la possibilità di provarci.

 

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Il volume. Ispirato alla figura di Ipazia, filosofa, matematica ed astronoma realmente vissuta nel IV sec D.C., Manuela Dallonda elabora in questo romanzo la figura di Aleia (quasi un alter ego di Ipazia) la quale, per sfuggire alle persecuzioni di un gruppo di fanatici religiosi, intraprende un lungo viaggio in un Africa sconosciuta e bellissima, alla scoperta del mondo ma soprattutto di sé stessa.

Aleia è una figura ispirata alla famosa Ipazia: scienziata, filosofa, matematica vissuta tra il 300 ed il 400 D.C. ad Alessandria d’Egitto. A differenza del personaggio reale, veramente esistito, ucciso da un gruppo di fanatici cristiani Aleia decide, insieme a due suoi discepoli della scuola di filosofia

da lei diretta, di fuggire dalla città in seguito alle persecuzioni religiose. Inizia così il suo viaggio, accompagnata dai fidati Toleo e Sinesio, tra le meraviglie ed i pericoli d’Egitto ma non solo, sempre più a sud, nelle terre di un’Africa a lei sconosciuta, risalendo il Grande Fiume, aggregata ad un gruppo di nomadi Beja. La fuga in cerca di una vita tranquilla, di un nuovo porto sicuro, sarà un viaggio non solo fisico – in luoghi solo immaginati ed a volte bellissimi – ma diventerà anche il viaggio della scoperta di sé, come donna e non solo come scienziata. Tra insidie e preoccupazioni, la fuga diverrà un viaggio che costringerà Aleia a misurarsi con una vita molto diversa da quella a cui era abituata: la algida e distaccata scienziata Aleia scoprirà anche l’amore e con esso le gioie ma pure i dolori che questo a volte riserva.