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Incontro con Manuela Ricci e Ennio Grassi

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Alla Baldini…Ascoltare, conoscere, curiosare

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Sabato 7 aprile, ore 17

Stanza Antonio Baldini – biblioteca A. Baldini – Santarcangelo di Romagna

presentazione della riedizione dell’opera di Nino Pedretti

Nella favola siamo tutti. Fantastorie

(Maggioli ed., 2018)

Intervengono

Manuela Ricci ed Ennio Grassi

(curatori dell’edizione)

Letture di

Angelo Trezza ed Emanuela Angelini

accompagnamento musicale di

Jader Viroli

 

Con la rinnovata attenzione del pubblico e della critica sulla figura di Nino Pedretti negli ultimi anni si è potuto disporre di una produzione letteraria che si arricchisce di materiali e generi sempre diversi (in vita egli pubblicò solo poesia), grazie anche alla disponibilità del suo archivio conservato nella Biblioteca Comunale “A. Baldini di Santarcangelo.

Mancavano all’appello delle edizioni, o riedizioni, queste fantastorie pubblicate la prima volta postume da Maggioli, nel 1989, con il suggestivo titolo di Nella favola siamo tutti.

Non è facile ricostruirne la vicenda, la cui origine trova una data tra le più arretrate del periodo sperimentale dello scrittore santarcangiolese, attestata nell’unico dattiloscritto finora superstite conservato nel fondo santarcangiolese: «Cesena, Inverno – 1961».

Della prima edizione si era fatto mentore presso l’editore, Roberto Roversi che firmò una breve quanto nitida presentazione al libro.

Oggi i curatori Ennio Grassi e Manuela Ricci ripropongo, nella medesima veste editoriale, questi materiali letterari di Pedretti, straordinariamente vividi e attuali.

Si tratta di una ventina di testi in prosa che precedettero di oltre un quindicennio, i monologhi e i racconti (pure riediti) che Pedretti venne componendo, insieme ai già noti testi poetici in dialetto e in lingua, negli anni del suo più avventuroso disordine esistenziale, inteso nell’accezione propria di una difficile recherche della migliore espressione di sé che tenesse insieme, un lavoro che lo rendesse autosufficiente, e quel bisogno di una dimensione creativa, avvertita come necessaria e dunque assoluta, frustata, troppo spesso, da una editoria poco interessata ad un prodotto singolare, quanto di difficile commercio, come il suo. Tutto ciò inesorabilmente aggravato dalla brevità della sua esistenza, chiusa nel 1981.

Oggi pare giunto il momento di una doverosa riparazione, e con le Fantastorie si compie la messa in luce di tutto il miglior Pedretti. Questa più organica e completa ricomposizione cronologica dei testi delle raccolte poetiche come delle prose, con maggior frutto cognitivo soprattutto per le seconde, permette senz’altro una più puntuale rilettura critica del percorso letterario di Nino Pedretti alla luce di una nuova, importante e transgenerazionale attenzione dei lettori e della critica verso un autore restato a lungo nella dimensione ossimorica di un grande “minore”.