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Incontro con Nevio Spadoni

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Alla Baldini…Ascoltare, conoscere, curiosare

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Giovedì 3 maggio 2018, ore 21

Nevio Spadoni

presenta il suo volume

Poesie

1985 – 2017

Assieme all’autore intervengono

Gianfranco Miro Gori

e l’editore

Marzio Casalini

 

Il libro
Sanno bene i lettori come la lingua del pieno ermetismo – diafana e stremata nella sua letterarietà – concorra a spiegare la nascita della grande poesia dialettale del secondo Novecento italiano, impegnata a recuperare la parola autentica, essa sì pura, perché non corrotta dalle retoriche dell’io e dell’assoluto. Un posto di particolare rilievo, nello svolgersi di questa ricerca, è largamente riconosciuto a Nevio Spadoni, forse oggi, nella pur fecondissima e viva poesia dialettale delle nostre province, il maggiore dei poeti viventi. Nella vastità dei temi che fervono ininterrotti nella sua poesia e nella sapienza d’arte del loro rivelarsi, un elemento che forse sopra ogni altro si impone è la natura intensa e mimetica della lingua: in essa, le parole battono con il ritmo dei sentimenti e con la forza delle idee, ne sono la mimési, ora aspre e dure, ora dolcissime all’improvviso aprirsi della tenerezza e dell’elegia. Passano così le attese e le angosce del vivere, la presenza infinita della morte, la tragica odiosità delle cattiverie umane, i sarcasmi, della cui forza Spadoni conosce impareggiabilmente le trame; ma anche passano gli idilli di mandolini dolcissimi e stanchi, le notti piene di voci, il caldo del mondo nel cuore quando la sera discende: insomma, le «parole come il miele» e quelle come spini che si aprono nella carne. Dunque, la tragedia e la commedia, qui rese in una lingua di invenzioni continue: una lingua antichissima, venuta dal lento ruminìo di centinaia di generazioni contadine, incardinate nel fondo della nostra anima; una lingua che ora si fa fresca, resa nuova per la virtù di uno dei più grandi poeti della nostra terra [Roberto Casalini].

Nevio Spadoni è nato a San Pietro in Vincoli nel 1949, ma vive a Ravenna dal 1984. Allievo di Enzo Melandri all’Università di Bologna, si è laureato con una tesi sul filosofo spagnolo José Xavier Zubiri Apalategui, e ha insegnato soprattutto filosofia nei licei ravennati. Le poesie in dialetto fino al 2007 sono raccolte nel volume Cal parôl fati in ca, con prefazione di Ezio Raimondi, volume che comprende anche  una sezione inedita dal titolo I sgrafegn. Ha prodotto con Luciano Benini Sforza un’antologia di poesia in dialetto romagnolo, Le radici e il sogno. Poeti dialettali del secondo ’900 in Romagna, edito da Mobydick.

Collaboratore di alcune riviste letterarie, è autore di testi teatrali messi in scena da “Ravenna Teatro” nell’interpretazione di Ermanna Montanari per la regia della stessa e di Marco Martinelli, con musiche di Luigi Ceccarelli; da “Ravenna Festival,” con l’interpretazione di Chiara Muti ed Elena Bucci che ha firmato anche la regia; e con la interpretazione e la regia di Daniela Piccari e le musiche originali di Luciano Titi.

Nel 1992 ha ottenuto il “Premio Lanciano” per la poesia inedita e nel 1995 il “Tratti Poetry Prize” per E’ côr int j oc; inoltre nel 2000 il testo L’isola di Alcina ha ricevuto due nomination al “Premio Ubu” come “migliore novità italiana” e “miglior spettacolo dell’anno”. Nel 2012, Nevio Spadoni ha poi ottenuto il “Premio speciale Via Francigena”, grazie al successo di Cal parôl fati in ca, ed è risultato terzo classificato al premio nazionale “Versante-poesia onesta” di Falconara Marittima per una silloge poetica in dialetto. Alcuni lavori teatrali sono stati rappresentati in numerosi teatri italiani e stranieri, tra i quali New York, Berlino, Limoges, Mosca, Shangai e trasmessi su Radio Tre.
Nel 2013 ha vinto il premio “G. Gozzano”, tra i più importanti premi letterari d’Italia: il suo Cal parôl fati in ca è stato considerato a giudizio unanime la migliore opera edita di poesia in italiano e dialetto.
Il 16 gennaio 2014 è chiamato a Roma per ritirare il Premio speciale autori SIAE, primo concorso letterario nazionale in dialetto intitolato “Salva la tua lingua locale”.
Nel 2015 gli è stato consegnato il Primo premio al Concorso di Poesia dialettale romagnola “Omaggio a Spaldo” (Bertinoro), e riconosciuto l’attestato di merito al Premio internazionale di letteratura per volume edito “Alda Merini” (Como).
Il 23 luglio 2016 ha ricevuto il premio “Paul Harris Fellow” dal Rotary Club Ravenna Galla Placidia, la massima onorificenza rotariana il cui nome è in onore di Paul Harris, fondatore del Rotary.

Nel 2017 esce  Poesie 1985-2017 edite dalla casa editrice Il Ponte Vecchio di Cesena, volume che raccoglie tutti i testi poetici dell’autore, dal suo esordio sino al 2017 con una sezione inedita: Agli òmbar, e I mur. Il volume comprende anche autorevoli interventi critici sulle diverse opere dell’autore.

Il nome di Nevio Spadoni compare in diverse antologie italiane e straniere, tra le quali Via Terra. An anthology of Contemporary Italian Dialect Poetry e Minorities not Minority: A Window on Italian Cultures Volume 2, Poets from Romagna, curato da Giuseppe Bellosi. Nel 2013 Nevio Spadoni e Gianfranco Lauretano sono usciti con l’antologia D’un sangue più vivo. Poeti romagnoli del Novecento, pubblicata con la casa editrice Il Vicolo di Cesena.

Di lui si sono occupati numerosi poeti e critici, tra i quali spiccano i nomi di M. Luzi, N. Lorenzini, G. Spagnoletti, C. Vivaldi, F. Brevini, P. Civitareale,  A. Serrao,  G. D’Elia, L. Benini Sforza,  T. Fratus, P. Ruffilli,  F. Piga, G. Bellosi,  D. Pieri, M.A. Biondi, S. Colomba, G. Celati, F. Loi, F. Quadri, G. De Santi, G. Manzella,  D. Argnani, M. Poli, C. Alberti, C. Cumani, S. Ghinassi, F. Gabici, G. Fucci, M. Lenti, A. Fogli, V. Cozzoli, C. Martignoni, E. Malato, P. Mazzucca,  M.G. Gregori,  R. Palazzi, M. Martinelli, N. Garrone, G. Barberi Squarotti, F. Marri, A. Casalboni, G. Lauretano, M. Cohen, A. Sisti,  E. Bons, E. Raimondi.