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Volti e Voci della mia gente

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Alla Baldini…ascoltare, conoscere, curiosare

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sabato 1 dicembre, ore  17

Volti e voci della mia gente

Spettacolo di storie ed immagini tratte dall’omonimo libro di Giancarlo Frisoni

raccontate da Orietta Zamagni e Giancarlo Frisoni

regia di Orietta Zamagni – montaggio di Paolo Campagna

(ingresso libero, fino ad esaurimento posti)

 

Una lettura scenica, con immagini fotografiche di anziani, che da voce alle loro storie ed ai loro volti, che entra dentro le vite  e le esistenze di quella generazione dove affondano ancora le nostre radici. Perché stiamo dimenticando chi siamo, da dove veniamo, dove dobbiamo andare “perché senza memoria siamo niente! Non può esserci oggi e nemmeno domani”.

 

SINOSSI  spettacolo

“ Volti e voci della mia gente” è una presentazione – spettacolo dell’omonimo libro, un libro che entra dentro le vite, i volti, le rughe, e le esistenze di un’intera generazione. E nasce proprio per dare voce ad essa, a quella generazione dove affondano ancora le nostre radici, perché voce più non ha. E saranno proprio loro, gli anziani fotografati i veri protagonisti! Paese dopo paese dove saremo ospitati, saranno gli invitati speciali per ricordarci e farci rivivere le loro emozioni, le loro storie, i loro percorsi, le sensazioni, quello che stiamo dimenticando! Perché stiamo dimenticando chi siamo, da dove veniamo, dove dobbiamo andare. E soprattutto quel senso di appartenenza che rende sicuri e forti gli uomini, e di conseguenza un popolo. Quell’appartenenza dettata dagli esempi, dai valori, dalle tradizioni, dalla terra, dalla storia, dalla religione, le abitudini, i sentimenti, gli odori, i sapori, tutto quello che ha forgiato e guidato invece questa gente. Gente che ha vissuto i periodi più bui del secolo scorso, che ha visto guerre, morte, distruzione, dolore, fame, miseria, umiliazioni. Gente che con volontà e dignità si è ricostruita le case, le vite, i paesi, l’Italia intera! E che ha lottato per i propri diritti, per un’equità sociale ed umana, per ideali giusti e solenni, a costo di soprusi e angherie, a costo della loro stessa vita. Il nostro tempo non è più degno di loro! Pensare che avrebbero ancora tanto da insegnare, e meriterebbero ben altro che le pagine di un libro! E vengono invece relegati nelle più totali indifferenze e solitudini, negati di una dignità sociale e spesso anche umana. Questo lavoro è denuncia e messaggio, un monito a questi giorni fragili, a questa realtà dell’apparire, che possa tramutare in fame d’essere, e noi degnare le nostre radici, la nostra memoria, l’esempio che lasceremo, continuando a nutrire l’inarrestabile meraviglioso ciclo della vita. Essere uomini è essere tempo e cercarsi, è persistere il significato, volontà di darsi!

 

Introduzione allo spettacolo

“Con questo lavoro ho cercato di entrare così dentro la vita, dentro ognuno di loro! Ogni scatto è stato una liberazione e un dolore, un chiedermi perché queste esistenze, perché alla fine viene negata una dignità sociale, e spesso anche umana. Ho ascoltato la fierezza dei loro sguardi, le loro storie, la stessa luce fluire dagli occhi e andare oltre, entrare nel tempo. “ Sono già memoria ho pensato! Un esempio a noi posteri, quello che tutti dovremmo lasciare!”      Questo lavoro è resistenza ai nostri giorni patinati e fragili, un messaggio per riflettere sulle proprie radici, sul chi siamo e da dove veniamo per sapere dove andare. Che la nostra memoria non venga come la vecchiaia accantonata in quanto non ha più nulla da dire “ (Giancarlo Frisoni)

 

Giancarlo Frisoni

Giancarlo Frisoni nasce a Valliano, un paesino dell’entroterra riminese il 19 giugno 1958.

Anche se fin da bambino aveva capito che l’arte sarebbe stata parte integrante della sua vita, è solo dai primi anni 80 checomincia a far conoscere il suo lavoro e ottenere i primi consensi e riconoscimenti da parte del pubblico e della critica, partecipando a numerosi concorsi nazionali di narrativa, pittura e poesia.

L’attività fotografica fa di lui un testimone e cultore della civiltà contadina dalla quale proviene. La vasta documentazione arricchisce i numerosi volumi pubblicati, arreda con gigantografie il Museo Etnografico di Valliano. Nel 2012 “ Volti di donna, tempo e spirito del mondo contadino” diventa una mostra itinerante a richiesta dei musei nazionali. Nel 2012 pubblica il libro fotografico “ Solo chi è stato sa chi è” edito Aiep, e nel 2014 propone la mostra “ Wonderful “ patrocinata dalla Segreteria alla Cultura presso casa Filippi, Università e Studi di M. Giardino. Nel 2015 rappresenta la Repubblica di San Marino con la mostra “Il cibo nelle mani” negli eventi Expò, sul tema dell’alimentazione antica. “L’uso sapiente del suo bianco e nero emoziona e conserva tutta la forza della sua terra. Secondo i dettami della migliore fotografia, ha la capacità di cogliere le espressioni e le voci dell’anima!”, scrive di lui Livio Senigalliesi, fotografo di fama internazionale, che ha curato la prefazione del suo ultimo lavoro fotografico “Memorie: volti e voci della mia gente”. Un libro documento edito da ARTinGENIO a salvaguardia delle radici e della memoria.

In campo letterario inizia in sodalizio con il suo professore di lettere. Dal 1983 al 2009 pubblicano 20 volumi che raccolgono in maniera approfondita e completa ogni caratteristica del mondo contadino. Si contraddistingue al premio Narrativa Titano classificandosi al 2° posto. Nel 2010 pubblica il romanzo “ La bambola del tempo perduto “ edito Aiep, aggiudicandosi il premio di merito al concorso letterario internazionale Città di Cattolica. E nel 2013 pubblica il romanzo “ Storie di Avagliano “ edito Gruppo Albatros Roma.

Nell’ambito pittorico, dopo aver fin da bambino imbrattato muri e fogli di ritratti, inizia una costante e continua ricerca che lo porta a cimentarsi con una materia ricca e inusuale, plasmata di colori e pigmenti naturali. Ora la sua è una pittura ricca e sicura, elogiata da pubblico e critici di fama. “ Niente da dire. C’è sicuramente qualità nel suo lavoro …..” ( Marco Goldin )  “ La sua meditazione materica mi ha molto interessato …. “ Umberto Eco )  “ Non sono un esperto di pittura ma ho ricevuto emozioni, e credo che, chi è in grado di trasferire emozioni porti con sé un grande dono, e sia degno di chiamarsi artista“(Un visitatore qualunque ). Il suo lavoro, ben inserito in solide strutture, mostra la capacità di comporre e distribuire, la padronanza del segno, il controllo di mutare tonalità crude e graffianti in percorsi soffici e delicati che regalano emozioni.  Dopo le prime personali e collettive anni 80 – 90  a Riccione, Rimini e San Marino, ha esposto nel 2007 nelle sale del Castello di Borgo Maggiore con la mostra “ Emozioni oltre il muro “, patrocinata dal Dicastero della Cultura. A Rimini nel 2009, nella Galleria dell’Immagine con la mostra  “Madre Terra” patrocinata dai Musei Comunali. Nel 2013 nella Pinacoteca San Francesco con la mostra “ Segni di memoria “ sempre patrocinata dal Dicastero della Cultura. Nel 2015 ha fatto parte degli artisti che hanno rappresentato la Repubblica di San Marino nel progetto “Friendshipproject” alla 56.ma mostra internazionale d’arte a Venezia. Sempre nel 2015 a San Marino a Palazzo Graziani, ha presentato la mostra “Il poeta della terra”, inserita anch’essa negli eventi Expò. Nel 2017 ha rappresentato l’antica Repubblica anche alla 57.ma Biennale di Venezia. Nel 2018 ha esposto i suoi lavori  nell’imponente mostra “Natura Aorgica” a Galleria Farini Concept a Bologna, che vista la qualità, lo porta a esporre all’Arthill Gallery di Londra.“La sua pittura –scrive Vincenzo Sanfo il curatore delle Biennali – è poesia e riflessione, una pittura dal carattere crepuscolare, alla Montale, dura, faticata, ma candidamente e poeticamente levigata, come “ossi di seppia”.I suoi nuovi lavori raccontano la vita e la sfera delle sue emozioni. Una sorta di viaggi, dove ogni interlocutore troverà sensazioni vissute o da vivere ancora.

Ha un sito internet www.giancarlofrisoni.it  e un suo profilo Facebook.