Genitori Connessi: il Patto Digitale della comunità educante territoriale

Genitori Connessi è un gruppo di genitori dei comuni di Poggio Torriana, Santarcangelo e Verucchio costituito nell’ambito di Ci.Vi.Vo., il programma di volontariato civico riconosciuto dalle amministrazioni comunali che permette a cittadini e gruppi di contribuire attivamente alla vita della propria comunità.
Il gruppo si è formato attorno alla chiamata realizzata dalla Cet e dal suo comitato scientifico, composto da Alessandro Zanchettin, Mirco Ciavatti e Barbara Darolt, per interrogarsi su un tema molto attuale: come aiutare i propri figli a crescere in modo sano e consapevole in un mondo sempre più digitale.
È nato così un percorso coordinato dalla Fondazione Fo.Cu.S. che ha portato alla firma di un Patto di Collaborazione per la diffusione e la conoscenza dei Patti Digitali e la realizzazione di momenti di confronto tra famiglie sull’educazione al digitale.
Perché nasce il progetto
Le famiglie si trovano ogni giorno a gestire tablet, smartphone, videogiochi e social in un contesto in cui la pressione dei pari e dei media rende difficile mantenere regole coerenti. Le ricerche scientifiche documentano effetti concreti di un uso scorretto degli schermi sullo sviluppo fisico, cognitivo e psicologico dei bambini e dei ragazzi.
Affrontare queste difficoltà da soli è complicato. La risposta che hanno scelto di dare i Genitori Connessi è stata semplice: farlo insieme.
Patti Digitali nasce dall’idea che una comunità che condivide le stesse regole renda più facile per ogni famiglia rispettarle. Non si tratta di vietare o giudicare, ma di costruire un’alleanza educativa tra genitori, scuole e istituzioni.
Com’è strutturato
Il progetto si articola in tre Patti Digitali, pensati per tre diverse fasi della crescita:
0–5 anni – Servizi educativi e Scuola dell’infanzia
In questa fascia d’età gli esperti sono unanimi: meno schermi, nessuno dispositivo personale, sempre con un adulto vicino. Il patto accompagna i genitori nella comprensione dei rischi e offre principi concreti per proteggere i momenti più importanti dello sviluppo.
6–10 anni – Scuola Primaria
Nessuno smartphone personale, supervisione condivisa, limiti chiari su tempi e luoghi. Il patto guida le famiglie nella scelta di contenuti adeguati e nel costruire abitudini sane prima che si consolidino quelle problematiche.
11–18 anni – Scuola Secondaria
L’obiettivo cambia: non più solo protezione, ma accompagnamento verso un’autonomia consapevole. Il patto affronta temi come privacy, cyberbullismo, social network e responsabilità online, con regole costruite insieme tra genitori e figli.
A ciascun Patto è abbinato un contratto genitori-figli, uno strumento pratico che rende espliciti gli impegni reciproci e aiuta a renderli concreti nella vita quotidiana.
Cosa fanno i Genitori Connessi
Le attività del progetto includono:
- distribuzione dei Patti Digitali nelle scuole, negli studi pediatrici e negli spazi pubblici del territorio
- incontri tra genitori per confrontarsi sulle difficoltà e condividere strategie
- eventi comunitari digital-free — picnic, attività all’aperto, giornate in famiglia — come esempi concreti di alternativa agli schermi
- approfondimenti con esperti: pediatri, psicologi e specialisti del settore
Chi supporta il progetto
Il progetto è coordinato da Focus attraverso la Comunità Educante Territoriale (CET) e sostenuto dai Comuni di Poggio Torriana, Santarcangelo e Verucchio ed ha coinvolto nel suo sviluppo istituti scolastici, educatori, pedagogisti, psicologi e specialisti del territorio.
Il Comune di Santarcangelo, nell’ambito dell’Opificio di Comunità quale strumento di promozione di pratiche di cittadinanza attiva, ha approvato formalmente il Patto di Collaborazione.
Come aderire
Firmare un Patto Digitale è un gesto semplice e simbolico: significa scegliere di non affrontare da soli la sfida del digitale, ma di farne parte di una comunità che si muove nella stessa direzione.
Per entrare nel gruppo o saperne di più, scrivi a: genitori.connessi.valmarecchia@gmail.com